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Una piccola divagazione… il mercato dei Fiori!

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Carissimi amici, 

oggi, e solo per oggi, non scriverò di ricette o ristoranti…

vi voglio lasciare con queste tre fotografie… sono i fiori che amo di più…

Camminando per Roma, mi sono fermata al mercato dei fiori… e lì ho visto questa esplosione di colori… una gioia incredibile mi ha pervasa…

Volevo condividerla con voi…

Quali sono i vostri fiori preferiti???

I sardoni impanai…

I sardoni impanai o apanai sono un piatto tipico della cucina di tutto il Friuli Venezia Giulia. Sono una presenza costante  in tutte le tavolate triestine,  e sia  grandi che piccoli ne sono ghiotti.

Vogliamo provare a cucinarli???

Cosa ci serve: (porzioni per 4 persone)
– 1 kg di sardoni

– farina

– 2uova

– un goccio di latte

– pan grattato

– sale e limone.

– olio  di semi di girasole per friggere ( otteniamo una frittura più leggera e croccante)

Procedimento

Iniziamo a pulire i sardoni, un lavoro non sempre piacevole, ma che con un po’ di buona volontà scivola via veloce.

Io taglio loro la testa e sfilo le interiora, poi pratico una lieve incisione sul ventre per aprirli a libro, pulisco eventuali resti delle interiora e infine li dislisco. Quando tutti i pesci sono puliti li sciacquo sotto un bel getto d’acqua fresca, per poi lasciarli  scolare in uno scolapasta per qualche ora.

Veniamo all’impanatura. Su un piatto metto la farina, in una bella ciotola capiente le uova sbattute con un po’ di latte e un pizzico di sale, mentre su un terzo piatto metto il pan grattato. Prendo poi  i sardoni a due a due, facendoli combaciare dalla parte della carne,  li passo nella farina, poi  nell’uovo ed infine nel pangrattato. Dopo averli tutti sistemati su un piatto, si passa alla fase finale: la frittura.

In una padella scaldo l’olio, e poi quando questo è giunto alla ” giusta”  temperatura comincio a immergere i sardoni. Quando sono ben dorati in superficie li giro uno ad uno, ed infine continuo a scottarli da un lato all’altro.

A cottura terminata li tiro fuori dall’olio facendoli scolare bene, e poi li asciugo su della carta assorbente da cucina. Aggiungo  qualche goccia di limone e un po’ di sale. Forse quello che richiede più pazienza è Il lavoro di pulitura  ma alla fine sarete ampiamente soddisfatti. Che ne pensate di questa ricetta? Avete mai provato a prepararla???

Io quando mi sono cimentata nell’impresa, mi sono anche divertita, oltre ad essermi riempita di farina, e averci impiegato il doppio del tempo previsto…( di solito ci vogliono 30/ 40 minuti)

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San Valentino a sorpresa…

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Ragazzi per la cena di stasera ho pensato ad un piatto veloce, semplice ma di grande impatto…

Le uova strapazzate al salmone e caviale!!!

Cosa ci serve:

– 4 uova 

– 100 gr. di salmone affumicato

– 50 gr. di caviale, o uova di lompo

– 100 ml di  creme fraiche 

– erba cipollina, maglio in steli

– 50 gr. di burro salato

– sale e pepe

Procedimento:

Rompete le uova in una ciotola, conditele con sale e pepe e sbattetele per bene.

Fate fondere in una casseruola il burro e unitelo al composto di uova, facendolo un po’ rapprendere ma lasciandolo comunque cremoso.

Tagliate il salmone a cubetti.

Incorporate 3/4 di creme fraiche e il salmone , profumate con erba cipollina.

Servite in coppette, meglio se di ceramica, e completate con una spolveratina di caviale…

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Metti una sera…

Metti una sera con tacco 12, tubino nero…trucco e parrucco (quasi) perfetti…

Sembra promettere bene se a questi ingredienti ci aggiungete un marito in super tiro per una serata di gala…

Ma visto che non ci smentiamo mai, terminato l’evento, vengo assalita da una fame atavica, che non conosce sazietà…

Ora i casi sono diversi…

– o aspettiamo un pargoletto…

– o ho il verme solitario…

– oppure non mangio in modo corretto

Io direi più l’ultima delle possibilità, le altre due le escludo per ora, …quindi consapevoli e già con le idee molto chiare ci dirigiamo nel regno del peccato per eccellenza…

Nel regno dove, o signùr, chiunque abbia a che fare con diete e company non dovrebbe mai entrare…

Da McDonald’s!!!

Nell’ordine abbiamo ordinato ma soprattutto mangiato con estrema voracità…

– 2 hamburger

– 2 cheeseburger

– 2 confezioni da 6 di chicken mcnuggest

– e per terminare una selezione di dolci super calorici.

So che in molti ritengono questo cibo deleterio, ma secondo me una volta ogni tanto ci può anche stare, non farà bene al colesterolo…ma all’umore e all’amore SI!!!!!!!

Voi che ne pensate??

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A cena dal “Gallo”

C’è un ristorante a Trani…

Che io amo, quel genere di luoghi da cui non usciresti più… dove il proprietario, Alessandro Gallo, ti coccola e ti fa sentire a casa.

C’è un ristorante a Trani…

Trani è un co-capoluogo della provincia di Barletta, Andria, Trani…

E’ la città in cui è vissuto per tanti anni Francesco.

Un luogo bellissimo, affacciato sul porto, completamente costruito con la famosa pietra di Trani, che è bianca, lucida, che quasi ti viene voglia di dormirci su tanto è invitante, rilassante ed accecante…soprattutto d’estate..

Questo è stato il luogo della mia storia d’amore, una città slow…perchè qui non esiste la fretta tipica delle grandi metropoli, i ritmi sono quelli di una volta, esci per fare la spesa e non vai al supermercato, ma al mercato del pesce, che qui è ottimo, poi capita di trovarti di fronte un simpatico vecchietto che ti vende la frutta, o gli ottimi fioroni, e che puoi tranquillamente pagare anche il giorno dopo, perché tanto qui si conoscono tutti, e tutti sanno tutto di tutti….

Ed è qui, che una delle prime sere, un’estate di due anni fa, Francesco mi accolse e mi portò a cena in questo fantastico ristorante.

Alessandro Gallo, è un ragazzo simpaticissimo che trova il modo di coccolarti con delizie fuori dal comune: antipasti di mare cotti e crudi freschissimi, primi piatti succulenti ma al tempo stesso ricchi di quella fantasia tipicamente pugliese che ti fa sentire speciale….

“Gallo” è sempre aperto, anche d’inverno… ricordo che a Novembre dell’anno scorso mi fece trovare una deliziosa tartare di manzo, con contorno di funghi porcini…una delizia…

Insomma se potete andare a Trani, andateci… perchè è un luogo di cui vi innamorerete… e se potete, dopo una bella passeggiata sul lungomare fermatevi a mangiare da “Gallo” ( Via  Statuti Marittimi 48/50, http://www.gallorestaurant.it ) non ve ne pentirete… e credo che anche per voi il tempo si fermerà… Immagine

Daruma sushi? Yes we can…

Daruma sushi apre a Roma nel 2003.

L’idea è di due giovani ragazzi romani, Alessio e Daniele Tesciuba, che pensano di coniugare sushi di ottima qualità, con prezzi accessibili a tutti.

La partenza, l’impegno e il progetto sono  vincenti, tanto che ad oggi Daruma Sushi conta otto ristoranti nella Capitale e diversi punti  vendita in cui è possibile effettuare il take away.

Io personalmente adoro il sushi, e con Francesco andiamo spesso a cenare da Daruma a piazza del Parlamento.

L’ambiente è molto carino ed informale, il cibo è ottimo ( particolare importantissimo quando si parla di pesce crudo!!!) ed i ragazzi che ci lavorano sono tutti giovani ed efficienti.

Fosse per me ordinerei quintali infiniti di prelibatezze, ma credo che il mio stomaco potrebbe ribellarsi…a tanta ingordigia!!!!!!

Quindi solitamente mangiamo dell’ottimo sashimi, qualche porzione di uramaki,  e per concludere zuppa di miso che in queste giornate fredde è ottima per riscaldarsi

Concludiamo  la nostra cena con qualche specialità presente nel menù…che ci lascia sempre piacevolmente sorpresi!

Ragazzi io lo adoro…

Se siete a Roma ed avete voglia di sushi, Daruma è in grado di soddisfare i vostri palati, anche quelli più esigenti!

Sushi, daruma

sushi

Pollo al curry e latte di cocco

Cucinare mi rilassa,

spesso dopo una giornatina no…mi metto in cucina e creo, o meglio rielaboro una ricetta…un po’ perché mi astraggo dai pensieri, e in più perché Francesco mi da sempre grandi soddisfazioni, mangiando con gusto, e riempendomi di complimenti…( sarà che siamo sposati da poco??!!!).

Oggi voglio proporvi una ricetta semplice e veloce ma che è piaciuta molto a tutti i miei amici: il pollo al curry con latte di cocco.

Ingredienti (per 4 persone)

– 400 gr. di petto di pollo tagliato a dadini

– 400 ml. di latte di cocco ( se non riuscite a trovarlo al supermercato, nelle gastronomie lo trovate ad un buon prezzo)

– una cipolla ( io preferisco utilizzare lo scalogno, perché non ha odore ed è più leggero)

– farina q.b.

– olio q.b.

– curry, a vostro piacimento

se desiderate potete accompagnare il tutto con del riso basmati.

Per iniziare, dovete far appassire la cipolla, tagliata a fettine sottili, nell’olio caldo.

Tagliate a cubetti, o a striscioline sottili, il petto di pollo e lo infarinate leggermente da entrambe le parti, infine lo fate cuocere lentamente nella padella con la cipolla e l’olio.

A cottura quasi ultimata spolverate un po’ di curry e aggiungete un pizzico di sale, terminate il tutto aggiungendo pian piano il latte di cocco e amalgamate per bene il composto.

Vedrete che il vostro piatto sarà pronto quando il pollo sarà tenero e ricoperto da una cremina corposa…

Questo piatto, secondo me, è ottimo se accompagnato da una birra trappista.Immagine

 

 

ceniamo insieme?

Cibo= passione, amore e creazione.

Amo cucinare, sperimentare, assaggiare, cenare in casa, e andare a cena fuori…

e per questa mia grande passione devo ringraziare mio marito…

Da quando ci siamo fidanzati e poi sposati, abbiamo sperimentato ogni tipo di cucina, il ristorante, un piccolo bistrot, un angolino nascosto nel cuore di Roma, ogni luogo è quello giusto per assaggiare, gustare, osservare…Immagine

Vorrei raccontarvi tutto quello che, per ora ho creato in cucina, piccoli miracoli gastronomici e disastri divertenti.

I ristoranti in cui ho mangiato, di cui mi sono innamorata e alcuni da cui sono scappata…